L’associazione dei consumatori sollecita la Finanza a indagare su illeciti amministrativi di aziende che erogano energia elettrica e gas

Esposto presentato dall’Adiconsum-Cisl e dalla società collegata Prae.Toris per sollecitare la Guardia di Finanza ad indagare su tutta una serie di “illeciti amministrativi” che sarebbero stati commessi da 13 società, quasi tutte ubicate nelle province di Padova e Treviso, che operano nel settore dei contratti per l’erogazione del gas e dell’energia elettrica.

Nella denuncia, firmata l’11 giugno da Roberto Nardo, presidente Adiconsum, e da Paolo Schiona, referente per Prae.Toris, si parla di «condotta commerciale finalizzata all’occultamento della quota economica riferita alla componente energia al fine di usufruire di agevolazioni fiscali, sia dirette che indirette», di «pratiche amministrative scorrette» ed anche di «ingannevoli asserzioni in merito alla possibilità di detrarre fiscalmente (sino al 61%, ndr) la quota energia e i relativi oneri di sistema, Iva compresa e pagamento del canone Rai all’interno della bolletta elettrica».

Nardo e Schiona si sono decisi a presentare l’esposto dopo che negli uffici Adiconsum di Padova e Treviso si sono presentati decine e decine di consumatori che hanno già firmato il rispettivo contratto anche attraverso specifici finanziamenti erogati da società collegate alle aziende in questione.

«Tra le 13 aziende da noi messe sotto accusa, molte non sono nuove nel vasto panorama delle società che cercano di fare soldi facili, con il sistema del porta a porta e con il marketing telefonico, sfruttando le nuove leggi sul libero mercato e sulle energie rinnovabili», spiega Nardo. «Per noi, salvaguardando naturalmente le aziende serie ed oneste, sono i soliti pirati che approfittano, in genere, delle persone più deboli, in particolare gli anziani. Tutte aziende che inviano ai potenziali consumatori messaggi non corretti e fuorvianti, tecniche di vendite subdole e passaggi finanziari artefatti, con il classico sistema del pagamento anticipato con rate mensili, che hanno un costo superiore al valore reale del contratto».

La somma da pagare, in genere, oscilla tra i 10 ed i 20 mila euro e i contratti hanno una durata da uno a dieci anni. Il bello è che un contratto così formulato rischia anche di procurare un salasso da parte dell’Agenzia delle Entrate a carico del consumatore firmatario e di non ottenere, in futuro, l’erogazione sia del gas che dell’energia elettrica. —

Felice Paduano

Fonte: https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2019/07/03/news/proposti-contratti-ingannevoli-esposto-contro-tredici-societa-1.36637959